Un nuovo segnale di sicurezza da monitorare, senza allarmismi.
Negli ultimi due anni l'utilizzo dei farmaci agonisti del recettore del GLP-1, come semaglutide e tirzepatide, è cresciuto rapidamente grazie alla loro efficacia nel trattamento dell'obesità e del diabete di tipo 2. Parallelamente, la comunità scientifica ha iniziato a interrogarsi su alcuni possibili eventi avversi rari emersi dagli studi osservazionali e dai sistemi di farmacovigilanza.
Tra questi, uno dei temi più discussi riguarda la possibile associazione tra farmaci agonisti del GLP-1 e neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), una rara patologia dell'occhio che può determinare una perdita improvvisa della vista.
Ma quanto è concreto questo rischio? E soprattutto: deve modificare il nostro approccio terapeutico?
Che cos'è la NAION?
La neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION) è la causa più frequente di neuropatia ottica ischemica negli adulti.
Si verifica quando il flusso sanguigno verso il nervo ottico si riduce improvvisamente, provocando un danno ischemico. Il sintomo tipico è una perdita visiva improvvisa, generalmente monolaterale e indolore.
La NAION è una patologia rara ma non sconosciuta. Colpisce più frequentemente soggetti che presentano fattori di rischio cardiovascolare e metabolico quali:
- diabete mellito;
- ipertensione arteriosa;
- dislipidemia;
- sindrome delle apnee ostruttive del sonno;
- obesità;
- età avanzata.
Proprio questi fattori rendono particolarmente complessa l'interpretazione dei dati nei pazienti trattati con GLP-1 agonisti.
La stessa popolazione che beneficia maggiormente dei farmaci anti-obesità è anche quella che presenta un rischio intrinsecamente più elevato di sviluppare NAION.
Da dove nasce il sospetto?
L'attenzione si è concentrata sul tema dopo alcuni studi osservazionali pubblicati tra il 2024 e il 2026 che hanno evidenziato un possibile aumento del rischio di NAION nei soggetti trattati con semaglutide e, in alcuni casi, con altri agonisti del GLP-1.
In particolare, alcuni studi retrospettivi basati su database sanitari hanno riportato hazard ratio compresi tra 1,2 e 2,5 rispetto a popolazioni di controllo.
Questi risultati hanno portato le agenzie regolatorie e le società scientifiche a monitorare attentamente il fenomeno.
Tuttavia, è importante sottolineare che gli studi disponibili mostrano risultati non sempre concordanti e non dimostrano un rapporto causale diretto.
Il rischio assoluto è davvero elevato?
Probabilmente no.
Questo è il punto più importante da comprendere.
Anche negli studi che hanno evidenziato un aumento relativo del rischio, il numero assoluto di eventi rimane estremamente basso.
Una recente meta-analisi di 69 studi clinici randomizzati ha identificato soltanto 12 casi di NAION complessivi tra oltre decine di migliaia di partecipanti, senza dimostrare un aumento statisticamente significativo del rischio associato ai GLP-1.
Nel 2026 l'autorità regolatoria britannica (MHRA) ha definito la NAION come un evento "molto raro" associato a semaglutide, stimando una frequenza inferiore a 1 caso ogni 10.000 utilizzatori.
In altre parole, anche qualora l'associazione fosse confermata, il rischio assoluto resterebbe molto basso.
Quali potrebbero essere i meccanismi biologici?
Al momento non esiste una spiegazione definitiva.
Sono state avanzate diverse ipotesi:
1. Riduzione rapida della glicemia
È un fenomeno già noto in oftalmologia.
Miglioramenti glicemici molto rapidi possono determinare modificazioni microvascolari transitorie, come già osservato in passato con altre terapie intensive per il diabete.
Alcuni autori hanno ipotizzato che una brusca riduzione dell'emoglobina glicata possa contribuire a fenomeni ischemici in soggetti predisposti.
2. Alterazioni emodinamiche
La perdita di peso, le modificazioni pressorie e i cambiamenti della perfusione vascolare potrebbero teoricamente influenzare il flusso ematico del nervo ottico nei soggetti vulnerabili.
3. Confondimento da indicazione
È forse l'ipotesi più plausibile.
I pazienti che assumono agonisti del GLP-1 presentano spesso obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, cioè gli stessi fattori che aumentano il rischio di NAION.
In questo scenario, il farmaco potrebbe essere semplicemente un "marcatore" di una popolazione già ad alto rischio e non la causa diretta dell'evento.
Cosa devono fare i clinici?
Le evidenze attuali non supportano la sospensione preventiva dei farmaci GLP-1 nei pazienti che ne hanno indicazione.
Al contrario, i benefici documentati di queste terapie su:
- perdita di peso;
- controllo glicemico;
- riduzione del rischio cardiovascolare;
- prevenzione delle complicanze metaboliche;
rimangono ampiamente superiori al possibile rischio di un evento oculare raro.
È però opportuno:
- raccogliere un'anamnesi oftalmologica accurata;
- identificare eventuali fattori di rischio vascolare;
- informare il paziente sui sintomi da non sottovalutare;
- indirizzare rapidamente a valutazione oculistica in caso di improvvisi disturbi visivi.
Cosa devono sapere i pazienti?
Chi assume semaglutide, tirzepatide o altri agonisti del GLP-1 non dovrebbe interrompere autonomamente la terapia per timore di questo evento.
La comparsa di una riduzione improvvisa della vista, di aree scure nel campo visivo o di alterazioni visive persistenti richiede invece una valutazione medica urgente, indipendentemente dal farmaco assunto.
Come spesso accade in medicina, il rischio zero non esiste. L'obiettivo è conoscere i possibili eventi avversi, contestualizzarli correttamente e prendere decisioni basate sul bilancio tra benefici e rischi.
Messaggi chiave
- La NAION è una rara causa di perdita improvvisa della vista.
- Alcuni studi osservazionali suggeriscono una possibile associazione con semaglutide e altri farmaci GLP-1.
- Non è stata dimostrata una relazione causale certa.
- Il rischio assoluto appare estremamente basso.
- I benefici delle terapie anti-obesità e antidiabetiche restano nettamente superiori ai rischi noti.
- È opportuno monitorare eventuali sintomi visivi e informare adeguatamente i pazienti.
Bibliografia essenziale
- Hathaway J, et al. Risk for Ischemic Optic Neuropathy From Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists Too Rare to be Detected. Medscape Medical News, 2024.
- Wang L, et al. Semaglutide or Tirzepatide and Optic Nerve and Visual Pathway Disorders in Type 2 Diabetes. JAMA Ophthalmology. 2025.
- The Effect of Semaglutide and GLP-1 Receptor Agonists on Risk of NAION and Ischemic Optic Neuropathy. Ophthalmology. 2025.
- Barnett MJ, et al. Sight Unseen: Glucagon-Like Peptide-1 Agonism and Nonarteritic Anterior Ischemic Optic Neuropathy. 2026.
- Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA). Semaglutide: Risk of Non-Arteritic Anterior Ischemic Optic Neuropathy (NAION). 2026.
- American Academy of Ophthalmology. GLP-1 Receptor Agonists and the Risk of NAION. 2026.