Il 17 luglio 2026 è stata pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida una novità che farà discutere e, soprattutto, cambierà la pratica clinica: le prime linee guida italiane sulla terapia del sovrappeso e dell'obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni). Il documento nasce dal lavoro congiunto di un'ampia rete di società scientifiche (AME, ADI, AMD, FADOI, SIE, SIEDP, SIO, SISDCA e molte altre) insieme alle associazioni dei pazienti, ed è costruito con il rigore del metodo GRADE.
L’obesità in età adolescenziale in Italia è una condizione molto rilevante. Secondo i dati dell’Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2022 il 18,2% degli adolescenti tra gli 11 e i 15 anni era sovrappeso, e il 4,4% in condizione di obesità, con principale incidenza tra i maschi nelle fasce 11-13 anni.

Stato ponderale adolescenziale in Italia nel 2022, divisi per fasce d’età e genere. Dati EpiCentro, ISS
In questo contesto si inseriscono le nuove linee guida per la gestione dell’obesità negli adolescenti. Ecco i punti più caldi
Il cambio di paradigma: si può (e si deve) trattare
Il messaggio di fondo è netto: quando l'intervento sullo stile di vita, correttamente prescritto e seguito per almeno sei mesi, non basta, l'adolescente non va lasciato in un'attesa infinita. Le linee guida definiscono in modo operativo l'obesità "resistente" (una risposta inadeguata, con progressione del BMI z-score o del percentile di BMI in sei mesi e persistenza o peggioramento delle complicanze) e aprono formalmente la porta a strumenti terapeutici che fino a ieri erano guardati con esitazione in età evolutiva. È il superamento definitivo del "watchful waiting", l'attesa vigile.


Cut off diagnostici di obesità infantile e adolescenziale secondo centili, definizioni sec. CDC.
Semaglutide: la raccomandazione più solida
Tra tutte le opzioni valutate, la semaglutide riceve la raccomandazione con la qualità delle prove più alta (moderata). Nell'adolescente con obesità, con o senza complicanze, resistente all'intervento sullo stile di vita per almeno sei mesi, il panel ne suggerisce l'uso in aggiunta alle modifiche dello stile di vita a partire dai 12 anni di età. È una presa di posizione importante, che allinea l'Italia alle evidenze internazionali più recenti.
Liraglutide: sì, con prove un po' più deboli
Anche la liraglutide riceve una raccomandazione condizionata a favore, seppur con una qualità delle prove più bassa, per adolescenti a partire dai 12 anni di età. Vale la stessa logica: si aggiunge allo stile di vita, non lo sostituisce. Insieme, i due farmaci GLP-1 agonisti rappresentano il cuore della novità terapeutica di queste linee guida.
L'intervento multidisciplinare resta la base
Prima e insieme ai farmaci, il panel raccomanda (condizionata a favore) un intervento strutturato multidisciplinare che unisca modifiche dello stile di vita e supporto psicocomportamentale, con presa in carico continuativa e personalizzata sul contesto socioculturale. Qualunque terapia si scelga, deve sempre accompagnarsi a terapia nutrizionale (preferibilmente in stile Mediterraneo) e attività fisica strutturata. Il principio guida è la gradualità: si procede per complessità e invasività crescenti.
La chirurgia: un'opzione, ma con criteri stringenti
Il punto forse più delicato. Per gli adolescenti con obesità grave (BMI >40 kg/m2, oppure >35 kg/m2 con complicanze) e resistenza documentata, il panel suggerisce di prendere in considerazione la chirurgia metabolica e bariatrica, dopo il fallimento degli altri tentativi. Non è una porta spalancata: richiede almeno sei mesi di percorso in un centro specializzato, un'équipe multidisciplinare completa, valutazione dello stadio puberale di Tanner e della capacità del ragazzo/a e della famiglia di affrontare l'intero iter. Un'indicazione ponderata, ma che segna comunque una svolta culturale.
La dieta chetogenica: prove insufficienti
Un dato interessante in negativo: sulla dieta chetogenica il panel dichiara di non avere dati sufficienti per formulare una raccomandazione. Un promemoria utile, in un'epoca di grande entusiasmo (spesso mediatico) verso questo approccio: in questa fascia d'età, l'evidenza semplicemente non c'è ancora.
Attenzione ai disturbi alimentari e alla salute mentale
Le linee guida insistono molto su un aspetto spesso trascurato: davanti a sintomi depressivi, isolamento sociale, bassa autostima o alimentazione emotiva, va sempre valutata la presenza di depressione, disturbi d'ansia e disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, che possono essere corresponsabili della resistenza al trattamento. Se si sospetta un disturbo alimentare, il percorso corretto passa da una valutazione in équipe (psicologo, dietista, neuropsichiatra infantile), non da una dieta imposta.
Due avvertenze pratiche che è bene conoscere
Due indicazioni operative meritano attenzione. La prima: l'effetto della terapia farmacologica tende a perdersi alla sospensione, soprattutto se non accompagnata da modifiche dello stile di vita, e di questo vanno informati adolescente e famiglia. La seconda, di grande rilevanza pratica: il calo ponderale può ripristinare l'ovulazione, e i farmaci per il peso non sono autorizzati in gravidanza; con gli agonisti GLP-1 va inoltre considerata una possibile minore efficacia contraccettiva, soprattutto nelle fasi di titolazione (per rallentato transito e assorbimento), valutando metodi alternativi o aggiuntivi (per es., metodo barriera).
Una battaglia di equità
Infine, un passaggio che va oltre la clinica: il panel auspica che l'obesità clinica (quella con complicanze, come da definizione Lancet 2025) venga inserita nei LEA, con rimborso da parte del SSN dei percorsi nutrizionali e dei farmaci efficaci, almeno per le categorie più gravi. La ragione è di giustizia sociale: i costi non sono sostenibili dalla parte di popolazione più svantaggiata, che è proprio quella in cui l'obesità è più diffusa.
In sintesi
Queste linee guida segnano un cambio di passo: riconoscono l'obesità adolescenziale come malattia cronica che merita cure attive e graduali, danno finalmente una collocazione ai farmaci GLP-1 agonisti (semaglutide in testa), inquadrano la chirurgia in criteri rigorosi e tengono insieme, sempre, la dimensione fisica e quella psicologica. Il tutto con uno sguardo all'equità di accesso che, in Italia, resta una questione aperta.
Bibliografia
- AME, ADI, AMD, FADOI, SIE, SIEDP, SIO, SISDCA, et al. Terapia del sovrappeso e dell'obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni). Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità. Roma; 17 luglio 2026.
- Rubino F, Cummings D, Eckel R et al. Definition and diagnostic criteria of clinical obesity. The Lancet Diabetes & Endocrinology, 2025; 13, 221-262
- Istituto Superiore di Sanità - EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica.https://www.epicentro.iss.it/hbsc/indagine-2022-stato-ponderale Visitato il 24 agosto 2026.