L'arrivo degli agonisti del recettore del GLP-1, come semaglutide, e dei doppi agonisti GLP-1/GIP, come tirzepatide, ha cambiato profondamente il trattamento dell'obesità. Oggi è possibile ottenere riduzioni del peso corporeo del 15–25%, risultati che fino a pochi anni fa erano raggiungibili quasi esclusivamente con la chirurgia bariatrica.
Ma quando si perde peso non diminuisce soltanto il grasso corporeo. Si riduce anche una quota di massa magra, che comprende muscolo, acqua, glicogeno e altri tessuti. L'obiettivo della terapia, però, non è semplicemente perdere peso, ma perdere soprattutto massa grassa, preservando il più possibile la funzione muscolare.
Ed è proprio in questo contesto che può nascere la domanda: le whey protein possono essere utili?
La risposta è sì, ma non per tutti.
Le proteine del siero del latte non rappresentano un'integrazione da prescrivere automaticamente a chiunque inizi una terapia farmacologica per l'obesità. Sono invece uno strumento da considerare quando l'alimentazione, da sola, non consente di raggiungere un adeguato apporto proteico.
Perdere peso non significa solo perdere grasso. Il vero obiettivo clinico è perdere grasso preservando il più possibile muscolo e funzione fisica.
Quanta massa magra si perde durante il dimagrimento?
Qualunque intervento efficace per perdere peso - dieta ipocalorica, chirurgia bariatrica o terapia farmacologica - determina inevitabilmente anche una riduzione della massa magra.
Le revisioni più recenti stimano che circa il 25-40% del peso perso durante il trattamento con agonisti del GLP-1 sia rappresentato da massa magra. Si tratta di una proporzione simile a quella osservata con altri interventi efficaci per il trattamento dell'obesità.
È importante sottolineare un aspetto spesso frainteso: una certa riduzione della massa magra è fisiologica durante il dimagrimento e non rappresenta necessariamente un problema clinico. In una condizione catabolica, infatti, come durante una dieta ipocalorica, si ha inevitabilmente una riduzione di vari tessuti, in quantità e proporzioni diverse a seconda dei nostri comportamenti. Da una prospettiva finalistica, inoltre, un corpo più leggero richiede semplicemente meno forza per essere sostenuto e spostato: non serve più la stessa massa muscolare che serviva a portare in giro un peso maggiore.
La situazione cambia quando la perdita di muscolo interessa persone già vulnerabili, come:
- anziani;
- pazienti con obesità sarcopenica;
- soggetti con ridotta massa muscolare di partenza;
- persone particolarmente sedentarie e inattive.
In questi casi una perdita eccessiva di muscolo può tradursi in riduzione della forza, maggiore fragilità, rischio di cadute e disabilità e peggioramento della qualità di vita.
Un secondo aspetto riguarda l'effetto dei farmaci sulla distribuzione dei macronutrienti, oltre che sulla quantità calorica. Riducendo l'appetito e aumentando il senso di sazietà, semaglutide e tirzepatide portano spesso a consumare pasti più piccoli. Di conseguenza, raggiungere il fabbisogno proteico quotidiano può diventare più difficile, soprattutto nelle prime fasi della terapia o in presenza di nausea.
Quante proteine servono durante il calo di peso?
- Adulto sano: circa 0,8 g/kg/die
- Durante un percorso di dimagrimento: generalmente 1,2–1,6 g/kg/die, in funzione delle caratteristiche del paziente e del rischio di perdita muscolare.
- Gli studi che hanno utilizzato apporti superiori a circa 1,3 g/kg/die hanno mostrato, nel complesso, una migliore conservazione della massa magra. Secondo l’ISSN, in persone che si allenano e seguono un regime ipocalorico per ridurre la massa grassa, l’introito proteico adeguato può variare dai 1,4 ai 2 gr/kg/die, arrivando anche oltre per alcune popolazioni (Jager, 2017)
Nelle persone con obesità il calcolo va generalmente effettuato sul peso corporeo aggiustato e sempre personalizzato dal professionista.
L’introito di proteine per ottimizzare la sintesi proteica muscolare (MPS) è di 25-30 g di proteine per pasto, idealmente contenenti 10-12 g di amminoacidi essenziali e, in particolare, contenenti 2,5-3 g di leucina, sempre da associare ad esercizio fisico adeguato. In uno studio osservazionale su pazienti in terapia con agonisti del GLP-1, meno della metà dei partecipanti raggiungeva l'apporto minimo di 1,2 g/kg/die di proteine. Questo suggerisce che, in molti casi, coprire il fabbisogno proteico con la sola alimentazione può non essere semplice.
Perché proprio le whey?
Le whey protein (proteine del siero del latte) rappresentano una delle strategie disponibili per aumentare l'apporto proteico, ma non sono l'unica. Anche gli alimenti naturalmente ricchi di proteine o altri integratori proteici possono permettere di raggiungere gli stessi obiettivi.
Le whey, tuttavia, possiedono alcune caratteristiche che le rendono particolarmente pratiche:
- contengono tutti gli aminoacidi essenziali;
- sono naturalmente ricche di leucina (solitamente circa 10% del contenuto amminoacidico);
- vengono digerite rapidamente;
- consentono di assumere una quantità adeguata di proteine anche quando l'appetito è ridotto.
- Dal punto di vista pratico, quando una persona fatica a terminare un pasto completo, può risultare più semplice assumere 20-30 grammi di proteine attraverso una bevanda piuttosto che attraverso una porzione abbondante di alimenti proteici.
In caso di intolleranza al lattosio è possibile utilizzare le whey idrolizzate, che contengono quasi esclusivamente la componente proteica del latte e non la parte glucidica (il lattosio, appunto). Per persone vegane sono utilizzabili proteine del pisello, del riso, della canapa o della soia; queste ultime sono quelle con profilo amminoacidico più sovrapponibile a quello delle whey.Quando l'appetito è molto ridotto, bere una quota di proteine può essere più semplice che assumerla con il cibo solido.
Cosa sappiamo davvero?
È importante distinguere ciò che è dimostrato da ciò che è semplicemente plausibile.
Ad oggi non esistono studi randomizzati che abbiano valutato in modo specifico l'efficacia delle sole whey protein nei pazienti trattati con semaglutide o tirzepatide.
Quello che sappiamo deriva da diverse linee di evidenza.
Le meta-analisi mostrano che, durante il dimagrimento, un apporto proteico più elevato rispetto alle raccomandazioni standard favorisce una migliore conservazione della massa magra e, in alcuni casi, della forza muscolare.
Altri studi condotti in soggetti anziani sottoposti a restrizione calorica hanno osservato che una supplementazione combinata con whey, leucina e vitamina D preserva meglio la massa magra rispetto a un controllo isocalorico.
Infine, è attualmente in corso lo studio LEAN-PREP, il primo trial randomizzato progettato per valutare se un elevato apporto proteico (1,6 g/kg/die), associato a esercizio contro resistenze, sia in grado di preservare meglio il muscolo durante terapia con semaglutide o tirzepatide.
I suoi risultati aiuteranno a chiarire quanto il razionale fisiologico oggi disponibile si traduca in un reale beneficio clinico.
Quando può avere senso utilizzare le whey?
L'integrazione può essere presa in considerazione quando è presente almeno una delle seguenti condizioni:
☐ il paziente non riesce a raggiungere 1,2–1,6 g/kg/die di proteine con la sola alimentazione;
☐ l'appetito ridotto o la nausea limitano in modo importante l'assunzione di cibo;
☐ il paziente è anziano o presenta obesità sarcopenica;
☐ il calo di peso è particolarmente rapido;
☐ è difficile distribuire adeguatamente le proteine nei diversi pasti della giornata.
Se questi problemi non sono presenti, nella maggior parte dei casi il fabbisogno proteico può essere raggiunto con una dieta ben pianificata.
Come utilizzarle nella pratica
Le whey non sostituiscono una corretta alimentazione, ma la completano quando necessario.
Alcuni principi pratici:
- il conteggio riguarda l'apporto proteico totale della giornata, considerando sia gli alimenti sia gli eventuali integratori;
- distribuire le proteine nei diversi pasti è generalmente preferibile rispetto a concentrarle in un'unica assunzione;
- quando possibile, l'assunzione può essere effettuata in prossimità dell'allenamento di forza, anche se il raggiungimento del fabbisogno proteico quotidiano rimane probabilmente il fattore più importante;
- nessun integratore può sostituire l'effetto dell'esercizio contro resistenza, fondamentale per mantenere forza e funzione muscolare;
-
in presenza di insufficienza renale o altre condizioni cliniche particolari, il fabbisogno proteico deve essere sempre personalizzato dal medico.
Le proteine forniscono il materiale necessario per il muscolo. È l'esercizio fisico a fornire lo stimolo perché quel materiale venga utilizzato.
In sintesi
Le whey protein non rappresentano né un'integrazione da utilizzare sistematicamente durante la terapia con semaglutide o tirzepatide, né una moda senza criterio.
Possono, però, diventare uno strumento utile quando il paziente fatica a raggiungere il proprio fabbisogno proteico oppure presenta un rischio elevato di perdita della funzione muscolare.
Le evidenze disponibili sostengono l'importanza di un adeguato apporto proteico durante il dimagrimento, mentre gli studi specifici sulle whey in associazione ai farmaci per la gestione del peso sono ancora in corso.
Il messaggio più importante rimane, quindi, lo stesso: farmaco, alimentazione ricca di proteine, esercizio di resistenza e monitoraggio della composizione corporea rappresentano gli strumenti che, insieme, consentono di ottenere il miglior risultato possibile.
Questo articolo ha finalità divulgative e formative e non sostituisce il parere del medico o del professionista sanitario di riferimento. Ogni scelta terapeutica e nutrizionale va individualizzata.
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